Questa settimana spazio ai Kiss e alla loro I Was Made for Lovin’ You contenuta nell’album Dynasty del 1979.
lunedì 5 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Le ricette di Numero 13: Clementine alla crema
È venerdì e, come ogni settimana, Numero 13 propone la consueta ricetta della settimana.
Clementine alla crema
Ingredienti per 4 persone:
• 7 grandi clementine non trattate
• 1 limone non trattato
• 200 gr di zucchero di canna
• 2.5 dl di latte scremato + 4 cucchiai
• 3 tuorli
• 3 dl di panna fresca
• 25 gr di farina
• zucchero a velo
Portare ad ebollizione il latte con la scorza di ½ limone in un pentolino. Mettere i tuorli in una casseruola con 100 gr di zucchero di canna e montarli finché saranno ben chiari e spumosi. Unire la farina, montare ancora per qualche istante, poi incorporare il latte caldo a filo, filtrato con un colino. Cuocere la crema a fiamma bassa per 10 minuti mescolando di continuo. Separare la calotta di 4 clementine e tenerle da parte. Svuotare della polpa con un cucchiaio facendo attenzione a non bucare la buccia. Spremere il succo della polpa ricavata e di altre 3 clementine in modo da ottenere 1,2 dl di succo. Mettere in un pentolino la scorza grattugiata di 2 clementine, il succo filtrato e lo zucchero rimasto. Cuocere per 15 minuti mescolando di tanto in tanto. Incorporare lo sciroppo ottenuto alla crema pasticcera e fare raffreddare. Montare la panna con lo zucchero a velo e unirla alla crema. Riempire i gusci delle clementine con una sacca da pasticciere e mettere in frigo per 2 ore e servire.
Clementine alla crema
Ingredienti per 4 persone:
• 7 grandi clementine non trattate
• 1 limone non trattato
• 200 gr di zucchero di canna
• 2.5 dl di latte scremato + 4 cucchiai
• 3 tuorli
• 3 dl di panna fresca
• 25 gr di farina
• zucchero a velo
Portare ad ebollizione il latte con la scorza di ½ limone in un pentolino. Mettere i tuorli in una casseruola con 100 gr di zucchero di canna e montarli finché saranno ben chiari e spumosi. Unire la farina, montare ancora per qualche istante, poi incorporare il latte caldo a filo, filtrato con un colino. Cuocere la crema a fiamma bassa per 10 minuti mescolando di continuo. Separare la calotta di 4 clementine e tenerle da parte. Svuotare della polpa con un cucchiaio facendo attenzione a non bucare la buccia. Spremere il succo della polpa ricavata e di altre 3 clementine in modo da ottenere 1,2 dl di succo. Mettere in un pentolino la scorza grattugiata di 2 clementine, il succo filtrato e lo zucchero rimasto. Cuocere per 15 minuti mescolando di tanto in tanto. Incorporare lo sciroppo ottenuto alla crema pasticcera e fare raffreddare. Montare la panna con lo zucchero a velo e unirla alla crema. Riempire i gusci delle clementine con una sacca da pasticciere e mettere in frigo per 2 ore e servire.
giovedì 1 marzo 2012
Noel Gallagher all’Heineken Jammin’ Festival 2012
Noel Gallagher insieme agli High Flying Birds sarà ospite dell’edizione 2012 dell’Heineken Jammin’ Festival che, per la prima volta, si terrà alla Fiera di Rho da giovedì 5 a sabato 7 luglio. Il maggiore dei fratelli Gallagher salirà sul palco prima degli headliner della serata, ovvero i Red Hot Chili Peppers. Prima di lui sarà il turno di Pitbull ed Enter Shikari. Per l’ennesima volta l’organizzazione del più importante festival italiano dimostra di non avere compreso la vera essenza di un festival mettendo in cartellone quattro artisti completamente diversi tra loro e con un pubblico totalmente differente. Com’è possibile far esibire lo stesso giorno gli Enter Shikari (band metalcore con influenze trance e house), Pitbull (un rapper), Noel Gallagher (emblema del brit pop) ed i Red Hot Chili Peppers (fautori di un rock diventato ormai un marchio di fabbrica)? Mah.
Etimologia: Fideiussione
Fideiussione: con questo termine si indica il negozio giuridico con il quale un soggetto, chiamato fideiussore, garantisce un’obbligazione altrui, obbligandosi personalmente nei confronti del creditore del rapporto obbligatorio. Tale nozione è accolta dal codice civile italiano all’articolo 1936, ai sensi del quale “È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce (promessa unilaterale) l’adempimento di un’obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza”.
Origine della parola: la fideiussione esisteva già in epoca romana ed era conosciuta come fideiussio. Era un modello di garanzia personale sintetizzabile in una promessa assunta col modello della verborum obligatio (stipulatio) che rendeva l’obbligazione solidale a prescindere tra il debitore ed il garante. Sostituirà col tempo la fidepromissio e la sponsio, che a loro volta avevano preso il posto dei vades e praedes.
Origine della parola: la fideiussione esisteva già in epoca romana ed era conosciuta come fideiussio. Era un modello di garanzia personale sintetizzabile in una promessa assunta col modello della verborum obligatio (stipulatio) che rendeva l’obbligazione solidale a prescindere tra il debitore ed il garante. Sostituirà col tempo la fidepromissio e la sponsio, che a loro volta avevano preso il posto dei vades e praedes.
mercoledì 29 febbraio 2012
Perle di saggezza: Fëdor Dostoevskij
“Amate gli animali… Non inquietateli, non tormentateli, non togliete loro la gioia: non opponetevi all’intenzione di Dio. Uomo, non porti al di sopra degli animali: essi sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia”.
Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamàzov
Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamàzov
martedì 28 febbraio 2012
Non sopporto: la vivisezione
Non sopporto la vivisezione. Voi direte: “che novità, non sei il solo”. Bene io non sopporto chi lavora in quegli pseudo laboratori dove vengono perpetrate torture inimmaginabili a creature indifese in nome della scienza. Non siete ricercatori, siete assassini. La vostra pseudo ricerca non serve a nulla, non avete perfezionato nemmeno una cura contro l’influenza. La gente continua a morire e voi continuate il vostro lavoro di aguzzini. Qualcuno dovrebbe chiudervi un una gabbia e ripagarvi con la stessa moneta. Forse vi rendereste conto che in quello che voi chiamate il vostro lavoro c’è qualcosa di profondamente ingiusto e contro natura. Con quale coraggio tornate a casa e guardate negli occhi i vostri figli alla fine della giornata? Magari avete pure un animale domestico. Vergogna.
L’acido del Villaggio: le polemiche relative a Milan-Juventus
La sfida scudetto di sabato sera tra Milan e Juventus ha lasciato dietro di sé uno strascico di polemiche che non si verificavano da un pezzo visto che i bianconeri da qualche anno a questa parte non erano competitivi ai massimi livelli. Le polemiche sono principalmente dovute alla non assegnazione del gol del possibile due a zero a Muntari ed al fuorigioco fischiato a Matri (in posizione regolare) quando il Milan conduceva ancora per uno a zero. Detto che il Milan meritava ampiamente la vittoria per aver messo sotto (almeno per settanta minuti) la squadra di Antonio Conte, non mi sono piaciute tutte le polemiche post partita ed in particolare l’atteggiamento di alcuni giornalisti esperti (Carlo Pellegatti in primis) che sono servite solo ad alimentare l’odio e la violenza tra le due tifoserie. Lo stesso Pellegatti, in qualità di giornalista Mediaset e tifoso del Milan, forse ha già dimenticato quando, in seguito alle polemiche tra Allegri e l’ex arbitro Paparesta (ora commentatore a Mediaset Premium) sul rigore concesso a Pato in occasione di Atalanta-Milan dell’8 gennaio, la società di via Turati impose ai propri tesserati di non concedere interviste ai giornalisti Mediaset nella settimana precedente il derby di Milano. Pellegatti è un bravo giornalista, tifosissimo del Milan, le cui telecronache da tifoso sono seguite con simpatia da tutti i sostenitori rossoneri mediante l’apposita opzione audio di Mediaset Premium però un conto è tenere un comportamento da tifoso, un altro conto è insultare o fomentare l’odio nei confronti degli avversari quando una partita è seguita con apprensione da migliaia di appassionati. Errore commesso anche da Galliani (vice presidente vicario ed amministratore delegato del Milan) ed Antonio Conte (allenatore della Juventus). L’agonismo fa parte del gioco (ed è quindi comprensibile nell’arco dei novanta minuti più recupero), così come il tifo e gli sfottò ma caricare di odio una singola partita non può che condurre all’esasperazione un ambiente dove la violenza troppo spesso la fa da padrona. La partita è stata falsata dall’errore dell’assistente Romagnoli (che verosimilmente verrà punito dai propri superiori) ma fino a quando non si introdurrà la benedetta moviola in campo assisteremo ad errori di questo genere. Visto che questa tecnologia non viene introdotta perché le polemiche fanno sì che di una partita di pallone si parli ben oltre i novanta minuti almeno i dirigenti abbiano il buon senso di glissare sugli errori arbitrali perché, errori della terna arbitrale a parte, alla fine sono i più forti a trionfare. Allo stesso modo trovo ridicole le polemiche relative alla dichiarazione di Gianluigi Buffon secondo la quale se si fosse accorto che il pallone fosse entrato non lo avrebbe comunicato all’arbitro. Qualcuno ha addirittura ventilato l’ipotesi di togliergli la fascia di capitano della Nazionale a causa di questo presunto comportamento antisportivo. Maradona ha portato l’argentina a vincere il Mondiale messicano del 1986 anche grazie ad un gol di mano segnato in semifinale contro l’Inghilterra ma nessuno ha mai messo in dubbio il suo ruolo di capitano. L’astuzia fa parte del gioco: i giocatori facciano i giocatori e gli arbitri cerchino di fare bene il loro mestiere. Allo stesso modo i giornalisti cerchino di fare i giornalisti perché il calcio, pur con tutti i milioni di euro che muove, resta pur sempre un gioco che regala emozioni a tanti tifosi e non deve essere un pretesto per odiare chi non tifa i nostri colori.
lunedì 27 febbraio 2012
Kasabian @ Gran Teatro Geox, Padova (25/02/2012): recensione
I Kasabian dal vivo sono una bella sorpresa, anzi una conferma. In un Gran Teatro Geox tutto esaurito Sergio Pizzorno (compositore, chitarra e seconda voce), Tom Meighan (voce) e soci fanno saltare tutto l’eterogeneo pubblico presente snocciolando ad uno ad uno i loro principali successi. Giunti ormai al quarto disco (il fortunatissimo Velociraptor!) la band di Leicester può ormai contare su una nutrita schiera di fan e su un buon numero di singoli di successo tant’è che la maggior parte dei brani sono cantati a gran voce da tutti i presenti. La band tarda di mezz’ora l’ingresso sul palco ma l’attesa è ripagata dal trittico di brani ai quali è affidata l’apertura del concerto: partenza col botto con Days are Forgotten, singolo in alta rotazione sulle radio italiane, seguito dalla roboante Shoot the Runner per poi passare ad un altro colpo di cannone, ovvero Velociraptor! Seguono due singoli tratti da West Ryder Pauper Lunatic Asylum ( le apprezzate Underdog e Where Did All the Love Go?) prima di I.D. e Take Aim (altro brano tratto dal terzo disco della band preceduto dal saluto in eccellente italiano di Sergio Pizzorno, che la esegue egregiamente). Il ritorno di Tom Meighan (giacca di jeans e sneaker bianche) coincide con una ulteriore scarica di adrenalina grazie all’esecuzione in sequenza di Club Foot, Re-Wired e la monumentale Empire sulle cui note il Gran Teatro Geox rischia di crollare tant’è l’entusiasmo e la partecipazione dei presenti. Giusto il tempo di abbassare il ritmo con Man of Simple Pleasures ed ecco arrivare la tiratissima Fast Fuse prima che Tom Meighan (frontman che dimostra di essere un autentico animale da palcoscenico) conquisti tutti con un’appassionata esecuzione della malinconica Goodbye Kiss. Il tempo di mettere da parte gli accendini (o meglio gli smartphone) ed ecco arrivare L.S.F. (Lost Souls Forever), primo grande successo della band (tratto dal disco di debutto, datato 2004) ed ultimo brano in scaletta prima dei bis. Finale trascinato con tutti il pubblico a ripeterne all’infinito il refrain e Sergio Pizzorno a salutare compiaciuto i ragazzi delle prime file mentre tutta la band abbandona il palco. Fine della festa? Nemmeno per sogno perché giusto un minuto più tardi l’ipnotico avvio di Swithchblade Smiles segna il ritorno della band sul palco per tre bis che mandano letteralmente il pubblico in visibilio. Il brano suddetto e Vlad the Impaler fanno saltare tutti ancora una volta prima che il concerto si chiuda con un altro pezzo da novanta della band: è Fire, eseguita in una versione a dir poco spettacolare, a chiudere il concerto prima che la band si congedi da un pubblico completamente conquistato. Due sole le note dolenti: l’assenza dalla scaletta della squisita La Fée Verte e l’acustica non perfetta del Gran Teatro Geox ma, a parte queste sottigliezze, i Kasabian hanno dimostrato di avere brani e carisma per meritare un posto di rilievo nel rock internazionale.
Video della settimana: Fire (live @ Gran Teatro Geox 25/02/2012) - Kasabian
Sabato 25 febbraio abbiamo seguito il concerto dei Kasabian al Gran Teatro Geox di Padova e ci hanno letteralmente conquistati con un live impeccabile ma soprattutto coinvolgente. Il video della settimana quindi non può che essere la magnifica versione di Fire eseguita proprio sabato al Gran Teatro Geox e reperita su YouTube. La qualità audio e video non è forse perfetta ma credo sia sufficiente per dare l’idea della bravura e della carica della band di Leicester dal vivo.
Enjoy.
Enjoy.
venerdì 24 febbraio 2012
Le ricette di Numero 13: Couscous alle seppioline
Ecco la ricetta di questa settimana.
Couscous alle seppioline
Ingredienti per 4 persone:
• 1 confezione di couscous precotto
• 1 confezione di seppioline fresche
• 800 gr di pomodori maturi
• ½ bicchiere di vino bianco secco
• 1 cucchiaio di capperi
• 1 cucchiaio di origano
• 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
• sale e pepe
• olio extravergine d’oliva
Sbollentare i pomodori, spellarli e tagliarli a fette. Pulire accuratamente le seppioline e tagliarle a piccoli pezzi. In una casseruola, possibilmente in terracotta, sistemare un primo strato di pomodori, metà capperi, l’origano, il sale, il pepe e metà delle seppioline. Ripetere un secondo strato fino a esaurimento degli ingredienti terminando con i pomodori. Bagnare con 4 cucchiai d’olio e ½ bicchiere di vino, coprire e cuocere per circa 1 ora e mezzo a fuoco medio. Nel frattempo preparare il couscous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Disporlo su un piatto da portata e condirlo con un filo d’olio. Versare sul couscous le seppioline precedentemente preparate, spolverizzare con il prezzemolo tritato e servire subito.
Couscous alle seppioline
Ingredienti per 4 persone:
• 1 confezione di couscous precotto
• 1 confezione di seppioline fresche
• 800 gr di pomodori maturi
• ½ bicchiere di vino bianco secco
• 1 cucchiaio di capperi
• 1 cucchiaio di origano
• 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
• sale e pepe
• olio extravergine d’oliva
Sbollentare i pomodori, spellarli e tagliarli a fette. Pulire accuratamente le seppioline e tagliarle a piccoli pezzi. In una casseruola, possibilmente in terracotta, sistemare un primo strato di pomodori, metà capperi, l’origano, il sale, il pepe e metà delle seppioline. Ripetere un secondo strato fino a esaurimento degli ingredienti terminando con i pomodori. Bagnare con 4 cucchiai d’olio e ½ bicchiere di vino, coprire e cuocere per circa 1 ora e mezzo a fuoco medio. Nel frattempo preparare il couscous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Disporlo su un piatto da portata e condirlo con un filo d’olio. Versare sul couscous le seppioline precedentemente preparate, spolverizzare con il prezzemolo tritato e servire subito.
giovedì 23 febbraio 2012
Etimologia: Elemosina
Elemosina: con questo termine si indica l’atto gratuito di una donazione principalmente in denaro verso una persona bisognosa. La raccolta di elemosine in ambito cristiano prende il nome di questua. Aspettare esplicitamente offerte in denaro si dice “chiedere l’elemosina”.
Origine della parola: deriva dal greco eleèo (ho compassione), da cui attraverso l’aggettivo eléemon (compassionevole) passò al basso latino (cristiano) eleemosyna e da lì alle lingue romanze (francese aumône, spagnolo limosna, catalano almoina) e non (inglese alms, tedesco Almosen).
Origine della parola: deriva dal greco eleèo (ho compassione), da cui attraverso l’aggettivo eléemon (compassionevole) passò al basso latino (cristiano) eleemosyna e da lì alle lingue romanze (francese aumône, spagnolo limosna, catalano almoina) e non (inglese alms, tedesco Almosen).
mercoledì 22 febbraio 2012
Non sopporto: l’uso improprio dei social network
Non sopporto chi utilizza i social network per diffondere informazioni personali assolutamente irrilevanti. Non importa a nessuno di che aspetto avete senza trucco, se avete i piedi come salsicce o di che cosa avete mangiato. A questo punto perché non twittate anche se e come andate di corpo?
Perle di saggezza: Albert Einstein
“Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre”.
Albert Einstein
Albert Einstein
martedì 21 febbraio 2012
Non sopporto: la pubblicità del Superenalotto
Non sopporto la pubblicità del Superenalotto: la trovo offensiva e poco rispettosa nei confronti degli italiani dipinti come inguaribili sognatori che passano le giornate a sperare nella vincita che cambia la vita. “Lasciatemi sognare… con la schedina in mano… sono un italiano… un italiano vero”. Innanzitutto nessuno sogna champagne a tutte le ore o cazzate del genere quindi se la pubblicità voleva veramente rispecchiare la realtà dell’Italia gli attori (improbabili pure loro) avrebbero dovuto recitare le seguenti battute: “lasciatemi sognare… sogno un contratto a tempo indeterminato…” oppure “…sogno che la laurea presa non serva solo ad abbellire il soggiorno…” oppure “…sogno una casa di proprietà…” oppure “…sogno che la banca mi conceda un mutuo senza pretendere le garanzie anche del mio bisnonno defunto …” oppure “…sogno che un pieno di benzina non costi quanto un grammo di cocaina” oppure ancora “…sogno che passi un giorno senza sentir parlare della farfalla di Belen Rodriguez…” Questa pubblicità è proprio irritante e chi l’ha ideata dovrebbe essere preso a calci nel sedere perché questo è l’istinto che questo spot suscita nel subconscio dello spettatore non quello di andare a giocare al Superenalotto. Speriamo che prima o poi qualcuno si decida a fare un’azione collettiva contro questa oscenità e che ne venga interrotta la messa in onda, ma ne dubito. La speranza però è l’ultima a morire, dopotutto siamo un popolo di sognatori no?
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